partecipazione
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Partecipazione: analisi della bozza
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contributo di Chiara Giunti
A fine luglio la Giunta regionale toscana ha approvato il testo della Proposta di legge sulla partecipazione che adesso passa all’esame del Consiglio, sarà calendarizzato in Commissione Affari istituzionali dal settembre 2007, l’approvazione è prevista entro dicembre.
La versione approvata presenta alcuni cambiamenti rispetto alla bozza del 19 giugno, che era stata già il risultato di vari incontri, culminati soprattutto in quello dell’8 giugno fra i 50 rappresentanti di tavolo del Town meeting e l’Assessore col suo staff.
In allegato trovate l’esame analitico sinottico, per comodità in formato tabella, delle variazioni del testo attuale rispetto a quello della bozza del 19 giugno (che come sapete era riservata non essendo ancora stata presentata dalla Giunta al Consiglio), nella terza colonna ci sono per ora le mie osservazioni, a cui ovviamente si potranno aggiungere quelle di altri e soprattutto degli attivi nel gruppo di lavoro sul tema, che si convocherà quanto prima.
Qui alcune mie prime riflessioni d’insieme:
una prima positiva sul metodo: il processo che ha condotto alla stesura della proposta di legge è stato effettivamente partecipato, in un percorso apertosi nel gennaio 2006, culminato nel Town meeting di novembre 2006 e continuato fattivamente col lavoro di confronto fra i rappresentanti di tavolo e l’assessorato. Un’invenzione questa davvero tutta nostra, del gruppo originario "X la sinistra unita e plurale", che è riuscita a dare continuità e operatività a un’esperienza che altrimenti poteva ridursi a operazione d’immagine, e che ha trovato, va riconosciuto, un ascolto e una disponibilità reale al confronto da parte dell’assessorato. Molti dei suggerimenti, delle osservazioni e delle proposte nostre sono passate nel gruppo più ampio dei rappresentanti di tavolo e sono state accolte nel testo attuale, migliorando non di poco vari aspetti.
Mi riferisco alla formulazione degli obbiettivi generali della legge (art. 1); alle modalità di bando pubblico per la elezione, consiliare e non di giunta, dell’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione (art.3).
Ai tempi definiti di 45 giorni in cui l’Autorità di pronuncia sull’ammissione dei progetti partecipativi (artt. 5 e 14); alla possibilità di svolgere in tempi superiori ai 6 mesi normalmente previsti alcuni processi partecipativi la cui natura e finalità lo richieda, (Art. 12 comma 2): questi gli aspetti più significativi, a mio avviso.
Restano però alcuni nodi di merito politico che possono inficiare la qualità della partecipazione che la legge vuol promuovere, col rischio di ridurla a mero sostegno del consenso all’amministrazione regionale soprattutto, e dei comuni più grandi. Su questi è necessario portare fino in fondo e con chiarezza iniziativa politica forte come sinistra, fuori ma in questa fase soprattutto dentro il Consiglio.
Il primo nodo, che pesa negativamente e già era presente nella bozza di giugno, e tale e quale è rimasto nella versione attuale anche se già erano state sollevate critiche e proposte di cambiamento, riguarda la collocazione dell’Autorità garante (art.3): presso la Giunta e “avvalendosi” di personale regionale, in più il testo attuale al comma 4 indica che “L’autorità riceve un compenso nella misura stabilita da una deliberazione della Giunta regionale”.
Nella riunione della sinistra prima del tavolo di confronto dell’8 giugno era stato proposto di adottare lo stesso modello che vale per il Difensore civico (art. 56 punto 6 dello Statuto), cioè: “il consiglio garantisce al difensore civico autonomia di funzionamento e assegna al medesimo risorse finanziarie e di personale adeguate alle funzioni da svolgere”
Questo è un punto chiave che andrà sostenuto come sinistra nel confronto consiliare. Altrimenti rientra dalla finestra ciò che, col bando pubblico, si è cacciato dalla porta: la dipendenza di fatto dell’Autorità dall’esecutivo, vanificando quella terzietà indipendenza e neutralità che in più punti della legge e della stessa relazione di accompagnamento si sostiene.
Un secondo aspetto non secondario riguarda la modulazione dei tetti minimi di firme necessarie per chiedere l’apertura di un percorso partecipativo. Su questo la discussione era stata accesa e la bozza del 19 aveva in effetti accolto l’ipotesi più bassa: passando allo 0,15% (dallo 0,5%) oltre 30.000 abitanti sia per la richiesta di Dibattito Pubblico per la grandi opere a livello regionale che per i progetti locali. Lo 0,15% non era certo stato chiesto arbitrariamente ma era mutuato sulla percentuale prevista dallo Statuto regionale per le proposte di legge di iniziativa popolare. Ad es. per un Comune come Firenze (367.200 abitanti) 550 firme a fronte di 1836 (0,5%). Nel testo attuale invece si ritorna allo 0,5% sopra i 30.000 abitanti, mentre si presenta una modulazione in base a soglie demografiche che mi pare accettabile fino a 30.000 ma decisamente troppo alta oltre.
Distinguiamo: per il Dibattito Pubblico, che vale solo a livello regionale, questo significa 17.500 firme invece di 5000: un aumento di oltre 2/3! Mi pare che così si renda davvero troppo arduo il cammino per i cittadini (associazioni, comitati movimenti ecc.) che vogliano promuovere questa forma di confronto partecipativo sulle grandi opere, di fatto trasformandolo in uno strumento a esclusiva promozione, e dunque controllo, da parte dell’amministrazione regionale. Non a caso si noti l’enfasi posta da Fragai sulla stampa di fine luglio sulla possibilità diutilizzo del Dibattito pubblico per l’autostrada costiera…
Per i percorsi locali noto un divario eccessivo per i comuni soprattutto grandi, rispetto ai territori sotto i 100.000. Ecco sotto qualche calcolo, con la percentuale dello 0,5% applicata ai cinque quartieri fiorentini e ad alcuni comuni:
Quartiere abitanti percentuale 0,5%
Q.1 67.000 335
Q.2 88.000 440
Q.3 41.000 205
Q.4 66.000 330
Q.5 104.000 520
Comune abitanti percentuale 0,5%
Firenze 367.200 1836
Prato 185.000 925
Scandicci 50.000 250
Sesto F. 47.000 235
Insomma mi pare che si debba riproporre lo 0,15%, o comunque non salire oltre lo 0,3% (10.000 firme a livello regionale e numeri più possibili oltre i 100.000 nei territori...)
Ci sono poi altre considerazioni da sviluppare su cui ho diverse riserve e dubbi, soprattutto rispetto alla questione dei regolamenti comunali sulla partecipazione che la legge incentiva, ma li rimando alla lettura del testo analitico e al nostro prossimo confronto. Le luci e le ombre più importanti mi paiono infatti quelle che ho esposto qui.
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partecipazione: testo di bozza di legge regionale
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Bozza approvata da Giunta regionale il 30 luglio 2007
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Documento elaborato su percorso Regione toscana
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Questo testo è stato presentato alla stampa giovedì 16 novembre, in vista del Town Meeting di Carrara
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Conferenza stampa 16 novembre
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La rassegna stampa del giorno successivo
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iniziativa 30 novembre
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Legge sulla partecipazione
dal Town Meeting al Consiglio Regionale
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assemblea del 6 luglio 2006
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Materiali
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link
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lettera di Fragai
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lettera di Fragai ai partecipanti
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