CONTRO LA CHIUSURA dello spazio multietnico sul Lungarno Pecori Giraldi
Lo spazio multietnico sul Lungarno Pecori Giraldi non esiste più, stamani è stato sgomberato dalla Polizia municipale.
Secondo l'ordinanza non è mai esistito, mentre sono proprio parte degli attuali amministratori, Sindaco in primis, che ne hanno diviso la responsabilità per anni.
Quello spazio è stato fatto morire nell'indifferenza. Prima ancora di essere commercianti, quelle erano persone che su quell'area riponevano le speranze di un'integrazione sociale e di un riconoscimento onesto del loro lavoro; nell'indifferenza sono state abbandonate al sopruso di pochi disonesti, spacciatori e delinquenti, che si sono infiltrati come sempre accade quando il degrado prende il sopravvento.
Per anni si è fatto finta di nulla, aspettando la morte per asfissia di un luogo che doveva integrare e che invece è stato trasformato in ghetto. Adesso cosa ne sarà di quell'area? Diventerà l'ennesimo luogo del loisir notturno per ricchi consumatori di alcool? E gli stranieri che vi lavoravano che fine faranno? Mentre si allunga sempre più minacciosa l'ombra del CIE toscano la città appare sempre più inospitale e meno propensa all'accoglienza e all'integrazione. Una trasformazione questa che ormai supera la preoccupazione e che abbisogna di uno sbarramento fermo e deciso.
Sandra Carpilapi
Filippo Zolesi
per l'associazione X una Sinistra Unita e Plurale - Rete@Sinistra
Secondo l'ordinanza non è mai esistito, mentre sono proprio parte degli attuali amministratori, Sindaco in primis, che ne hanno diviso la responsabilità per anni.
Quello spazio è stato fatto morire nell'indifferenza. Prima ancora di essere commercianti, quelle erano persone che su quell'area riponevano le speranze di un'integrazione sociale e di un riconoscimento onesto del loro lavoro; nell'indifferenza sono state abbandonate al sopruso di pochi disonesti, spacciatori e delinquenti, che si sono infiltrati come sempre accade quando il degrado prende il sopravvento.
Per anni si è fatto finta di nulla, aspettando la morte per asfissia di un luogo che doveva integrare e che invece è stato trasformato in ghetto. Adesso cosa ne sarà di quell'area? Diventerà l'ennesimo luogo del loisir notturno per ricchi consumatori di alcool? E gli stranieri che vi lavoravano che fine faranno? Mentre si allunga sempre più minacciosa l'ombra del CIE toscano la città appare sempre più inospitale e meno propensa all'accoglienza e all'integrazione. Una trasformazione questa che ormai supera la preoccupazione e che abbisogna di uno sbarramento fermo e deciso.
Sandra Carpilapi
Filippo Zolesi
per l'associazione X una Sinistra Unita e Plurale - Rete@Sinistra