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Oppressori ed Oppressi- Sulle violenze della polizia ieri a Novoli

Oppressori ed Oppressi

"Il popolo civile, come noi siamo, quando si trova davanti a queste situazioni dovrebbe intervenire e menarli"
Così istiga alla violenza Emilio Fede durante il telegiornale del 24 novembre commentando i fatti avvenuti al Senato.
Un'ora dopo il Tg1 nel mostrare gli scontri avvenuti durante la giornata mescola immagini del giorno a quelle della protesta Aquilana avvenuta a luglio in modo da rendere più cruente le immagini.
Piacerebbe a tutti vivere in una democrazia compiuta, in cui una civile e pacifica protesta riceve la giusta attenzione dalla politica ed in cui i media nazionali e locali informano i cittadini in modo completo e senza distorcere e manipolare la realtà dei fatti.
In una democrazia piena e compiuta c'è libertà di idee e di parola ma idee di stampo fascista, xenofobo e razzista non hanno agibilità politica.
Senza questo contesto le riflessioni su cosa avviene sono condannate ad essere stonate o fuori luogo e far sprofondare ancora di più la cultura politica nel baratro in cui già si trova.
Fra chi ha il monopolio della forza e dei media e chi ha solo la propria testa e le proprie mani c'è l'asimmetria che c'è fra oppressori ed oppressi. Per questo da una parte sarebbe meglio che non ci fosse la possibilità di fare provocazioni come quella messa in atto oggi da "Studenti per le Libertà" al polo delle Scienze Sociali di Novoli con l'invito della disonorevole Santanchè dal titolo "Comunitari (ex)tra comunitari - Padroni a casa nostra...?".
Allo stesso modo sarebbe meglio che gli studenti non dovessero prendersi l'onere di difendere l'onore di Firenze, città antifascista ed antirazzista, ricorrendo all'occupazione o all'interruzione fisica dell'iniziativa con i loro corpi subendo poi la reazione delle forze di polizia.
Allo stesso modo sarebbe bello che di fronte alla protesta generale del mondo universitario un governo, il parlamento, reagisse in modo assennato. Purtroppo l'unico interesse è fare una riforma che consolidi il potere delle baronie, faccia entrare nella gestione dell'università i poteri economici privati, restringa la rappresentanza democratica degli studenti e delle altre componenti dell'università a favore del potere di pochi.
Uno dei compiti della politica sarebbe individuare i conflitti e portarli nelle sedi democratiche e lì risolverli.
Purtroppo l'attuale maggioranza parlamentare, che ha saldamente il controllo dei maggiori media, non ha nessun interesse a fare questo, perchè solo nella politica dell'emergenza, come l'esperienza aquilana insegna, è possibile restringere gli spazi democratici, sostituire la collegialità delle decisioni all'arbitrio del singolo, alla riflessione e al confronto politico la strategia degli spot.
In questi giorni sono le teste degli studenti, dei cittadini de L'Aquila e dei migranti ed i diritti dei lavoratori ad essere malmenati, ma dovrebbero essere i cuori di tutti i cittadini a sanguinare, le parole ed i principi della vera politica a parlare.
Viviamo però qui e ora, non in un futuro da ricostruire con pazienza, e fra gli oppressori e gli oppressi non c'è dubbio da che parte stare.
 
Associazione X una Sinistra Unita Plurale