Presentazione della campagna "Renzi,il sindaco che la destra ci invidia"- in distribuzione la maglietta
“Renzi, il sindaco che la destra ci invidia”, uno slogan e una maglietta, storia del paradosso alla fiorentina
…La vedo con la sua maglietta addosso con su scritte le parole "che sempre l' ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte"… (da Canzone per Silvia, F.Guccini )
Destra…sinistra…sinistra…destra… come non citare Gaber che nel secolo scorso ci regalava un brano dove, inoltrandosi nei meandri di un dualismo ideologico tra stereotipi e provocazioni, cantava di un pericoloso processo di banalizzazione?
E questa progressiva banalizzazione ha continuato a consumare e a svuotare di significato questa evocativa contrapposizione, nel tentativo di costruire il pensiero unico, omogeneo, dove passioni, valori e interessi si confondono diluendosi in un magma indistinto di parole vuote.
Ma i simboli servono e la sinistra costituisce un luogo di riferimento ancora insostituibile, pur trovandosi combattuta tra un’articolata ricchezza di valori e pensieri e una paradossale vocazione suicida al non volersi unire, compatta, per far fronte ad una offensiva reazionaria di rara pericolosità; la sinistra è il luogo della passione civile, della partecipazione, del confronto, della lotta in difesa della libertà, di un'emancipazione di pensiero e di diritti frutto di un percorso di secoli.
Fa freddo in questa sinistra e lo spiffero di una gelida destra viene proprio da politici ed amministratori che eletti in improbabili liste di centro sinistra hanno presto svelato la loro vera natura, fondata sull’arroganza, sulla sete di protagonismo e sull’interpretazione autocratica del governo.
Firenze ne è la prova emblematica, Renzi ha costruito qui il suo giocattolo di potere con cui lanciarsi per altre avventure, calpestando e stravolgendo la natura di una città medaglia d’oro della Resistenza.
Se la sinistra difende i diritti dei lavoratori, il diritto all’occupazione, i valori di libertà della lotta al nazifascismo, un uso ecocompatibile del territorio, il controllo pubblico dei servizi di trasporto e di erogazione dell’acqua, la partecipazione attiva della cittadinanza alle scelte urbanistiche, allora, in tutto questo Renzi non c’è, non c’è mai stato.
E non c’è stato il Primo Maggio a fianco dei lavoratori, non c’è stato in piazza contro i malfattori che ci governano, non ci sarà in nessun altro luogo di protesta perché si trova più a suo agio in strade diverse, illuminate più dai fari del Pdl che da quelli di un PD che lo subisce inerme.
È dunque fastidioso questo spiffero di destra, ma per ogni cuore che batte veramente a sinistra c’è una maglietta che tiene caldi, che denuncia una palese aberrazione e ricolloca i desideri politici al posto giusto, svelando la passione civile e la voglia di cambiamento di chi la indossa.
E’ una maglietta di un bel grigio, luminoso: niente a che fare con il grigiore della città renziana gestita sull’apparenza, sulla capacità mediatica di abbindolare gli incauti osservatori, sui cento luoghi di carta costruiti per acquisire consenso su scelte già fatte…
E’ una semplice maglietta, che denuncia con uno slogan un pericoloso paradosso. È di facile reperibilità ma è indossabile solo con uno spirito di giustizia, da un cuore rosso di libertà e da una pelle multicolore.
Ass. Sinistra Unita e Plurale di Firenze- Rete@Sinistra