RENZI OLTRE IL SEGNO
Comunicato stampa
Associazione x sinistra unita e plurale di Firenze- rete@sinistra
RENZI OLTRE IL SEGNO
I privilegiati gli remano contro. Chiaro, lui è l'eroe della giustizia.
Ce l'hanno con lui perché è nuovo e giovane e pensa al popolo tutto il tempo. Anzi alla gente. È uno che ha sempre lavorato, anche il primo maggio, laggiù nelle miniere incatenato alla Ruota della fortuna. Mica come la gente che lavora tutto il giorno e tutti i giorni, all'aria condizionata dei negozi o comodamente seduta alle casse dei grandi magazzini, con la fila dei clienti che sorridono felici.
Non vuole confermare gli antichi privilegi delle cubiste e delle amiche dei sindacalisti.
Si limita a scegliere una-che-conosce-lui per dirigere il Maggio, regalare le piazze della città a MTV e poi farla diventare la location di un reality di buzzurri, ma quello è perché siamo una città turistica e abbiamo bisogno di costruirci un'immagine. Firenze, ha bisogno di costruirsi un'immagine...
Si è “liberi” di lavorare il primo maggio, ovviamente per migliorare l'offerta sul mercato internazionale. E naturalmente sono liberi allo stesso modo datori di lavoro, lavoratrici e lavoratori: un'azienda o un negozio sono una grande famiglia dove tutti decidono tutto insieme, d'amore e d'accordo. Se invece si resta chiusi perché commesse e commessi pretendono di festeggiare la festa del lavoro, neanche fosse Santo Stefano o Capodanno, sono i lavoratori interinali a pagare per il privilegio dei garantiti. C'è solo lui, Matteo Renzi, giovane eroe senza macchia né ideologia, che pensa agli ultimi.
Chi ritiene che ci sia una qualche asimmetria, magari addirittura una differenza di potere, fra proprietari e lavoratori deve essere un “comunista”, come dice anche quell'altro Grande Piazzista di Arcore che il nostro si sforza di imitare. Noi di Firenze non siamo una città, una storia, una cultura – siamo un'offerta per turisti frettolosi. Una statuetta graziosa con la cupola sullo scaffale di un ipermercato mondiale, da comprare con lo sconto a tutte le ore.
Che qualcuno possa cercare da noi altro che le vetrine lo possono pensare solo i “barracaderi fuori stagione”. Che altro è Firenze se non una somma di negozi e un posto di tribuna allo stadio?
Ci possono essere vita sociale, cultura popolare, relazioni umane, se non sono in funzione per un giorno le carte di credito?
I privilegiati, quelli che ce l'hanno con lui poverino perché vuol fare giustizia, sono i lavoratori delle aziende pubbliche. Tutti vecchi conservatori non aperti al nuovo che avanza. Luccicante meraviglioso Nulla. E naturalmente la gerarchia dei loro capi, sfruttatori di permessi sindacali, aizzatori di scioperi ad personam. Probabilmente gli unici sfruttatori che esistano per Renzi. I sindacalisti della Cgil. Chi se no. Chi se l'è goduta in tutti questi anni, prima che arrivasse il Renzi giovane e ardito paladino del popolo? Ce l'hanno con lui come i giudici con quell'Altro: due vite parallele.
L'Ataf è risorta da quando c'è Matteo. Il teatro Comunale pure – che fosse stato per lui sarebbe rimasto in Giappone fino alla morte, perché una bella fine eroica ci avrebbe dato un bel ritorno di immagine.
Perché sia chiaro, per Renzi l'immagine è tutto. La sua. Ma proprio tutto. Lui deve essere amato, non sopporta che lo si possa criticare. Chi non lo ama deve avere qualche oscuro interesse nascosto da proteggere.
E però, caro Sindaco, si rassegni. Si può essere giovani e vecchi nell'anima. Tanto “moderni” quanto malati di ideologia consumista. Brillanti per le prime pagine dei giornali e ridicoli per chi ama Firenze davvero.
Soprattutto si può non essere amati. Noi di sicuro non l'amiamo per niente. Ma proprio per niente.
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