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Tavolo della sinistra- comunicato del 27 marzo 2009

Comunicato Stampa

 

Oggetto: Tavolo della sinistra

 

La Sup ha ritenuto che le tre candidature proposte a sinistra, quella alternativa al PD di Renzi, fossero un disastro da evitare rispetto alla destra e a quella svolta clericale mediatica del partito democratico. Ci pareva indispensabile tentare di dare voce e rappresentanza a quella città che chiede equilibrio e spazio per le relazioni umane sul terreno dell'urbanistica, della tutela ambientale e della democrazia del territorio contro il desiderio bulimico di cemento dei soliti noti costruttori. Alla città che chiede una svolta sul piano dell'etica della politica e della laicità dello stato – cioè della libertà personale e del valore  di quelle relazioni ravvicinate di fiducia fra le persone, che non può essere colonizzato da uno stato etico. Ci sembrava che un'alleanza con questo orizzonte di proposta e di trasformazione fosse un dovere morale. Come associazione abbiamo  proposto di mettere intorno a un tavolo coloro – partiti, associazioni, singoli e singole, liste e forze politiche -  che avevano avanzato proposte e idee per la sinistra a Firenze.

C’erano molte differenze e anche molte diffidenze. Si trattava poi per noi di chiedere a tutti un passo indietro: di considerare le proprie candidature, più o meno formalmente avanzate, una risorsa che veniva messa a disposizione della coalizione. Ed è su questa che si scommetteva. L’idea di una unità nella pluralità, non un nuovo arcobaleno, ma un progetto di governo e un percorso comune.

L'idea era di trovare qualcosa di più profondo, un'idea di città e di vita collettiva, di etica della politica e di urbanistica della democrazia, che desse senso alla coalizione.

Come sono andate le cose?

All'inizio è sembrato che le distanze non fossero insormontabili sui programmi. Su molte questioni concrete e spinose della città un accordo è stato trovato. E non solo decente: qualificato e significativo. Citiamo solo alcuni elementi: sottoattraversamento tav, inceneritore e questione dei rifiuti,  Castello. Perfino sulla tramvia. Sembrava ci fosse  la volontà politica di trovare un terreno comune di proposta per un’altra Firenze. Sembrava che l'esigenza di fare un passo avanti, dopo la candidatura di Renzi, per allargare la coalizione e rivolgersi a una città in cerca di rappresentanza fosse condiviso.

Restava da trovare un nome per la candidatura a sindaco che non parlasse solo a noi soggetti seduti a quel tavolo, ma a tutta la città.

 

Qui le cose si sono fatte difficili , non solo per i personalismi . Esistevano  progetti diversi che non si è riusciti a superare. Qualcuno aveva proposto il proprio nome in un'ottica anche unitaria, ma nel senso che mirava (legittimamente) ad accogliere le maggiori adesione possibili intorno alla propria candidatura. Altri avevano in mente un progetto politico radicato altrove rispetto all’idea di una coalizione ampia – dunque necessariamente disponibile alle mediazioni fra i diversi..

Altri ancora cercavano davvero un accordo che offrisse a partiti e identità forti uno spazio più largo per costruire relazioni senza perdere la propria specificità. C'è chi è stato più corretto e chi meno nel suo modo di stare seduto a quel tavolo, lavorando davvero soltanto per costruire la coalizione. Il punto è che di fronte alle difficoltà sul trovare una candidatura comune adeguata alcuni soggetti hanno scelto di ritornare al proprio progetto originario

 

Non era facile e non ce l'abbiamo fatta.

Forse non era condivisa fino in fondo da alcuni/e quell'emergenza collettiva, per certi versi non solo politica ma civile, da cui si era partiti. Riteniamo anche grave che il mondo intellettuale fiorentino di fronte a questo importante tentativo di unire tutta la sinistra sia rimasto a guardare da fuori, senza alcuno slancio di generosità, rinunciando a svolgere un ruolo attivo e diretto a incidere in un processo che tanto bisogno aveva di un loro più concreto contributo.

 

 

Quello di cui siamo convinti è che  sarebbe un segno di civiltà del fare politica se nessuno falsificasse la vicenda che si è vissuta parlando di tentativi di allargare democraticamente il confronto fuori delle chiuse stanze dove tutti gli altri volevano tenere segrete le trattative di vertice.  Sono caricature e falsificazioni tutt'altro che nuove, vecchissime, che rischiano  solo di avvelenare rapporti che dovrebbero restare  aperti a un confronto decente e corretto anche per il futuro – che non finisce il 7 giugno. Ci sembra inoltre scorretto rendere pubblici i nomi delle persone contattate soltanto in modo personale e privato, o addirittura mai contattate, che mai sono entrati neanche al tavolo di discussione.

 

A tutti chiediamo rispetto e correttezza per l’impegno che come soggetto abbiamo messo a quel tavolo e chiediamo anche uno sforzo ulteriore per cercare ancora un possibile nuovo inizio per la sinistra fiorentina.

 

Associazione per una sinistra unita e plurale

 

I coordinatori:

Andrea Bagni 3291467867

Laura Bennati 3475643182