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TRAFFICO E RENZI: uno stile di governo che non prevede partecipazione

COMUNICATO STAMPA 
 
Chi decide sul traffico? Renzi o i Cittadini?
 
Una volta Giuliano Toraldo di Francia ebbe a dire che la struttura di Firenze non prevedeva l’automobile come mezzo di trasporto urbano. Qualche volta si fa fatica a verificare l'efficacia della la ZTL fiorentina,  un tempo presentata come la più grande d’Europa: l’efficacia di provvedimenti di limitazione del traffico, si sa, dipende dai criteri con cui si stabiliscono le limitazioni e dagli strumenti con cui si garantisce il rispetto dei limiti.
Anche dopo l’installazione di varchi controllati da telecamere e di dissuasori mobili (le colonnine a scomparsa), il trasporto privato continua a dominare nella nostra città nonostante i trasporti pubblici (fra bus, bussini elettrici e tramvia) cerchino di svolgere un servizio utile, purtroppo non sempre all’altezza dei bisogni della cittadinanza.
Secondo Winkler, noto urbanista e esperto di questi problemi, in  una zona pedonalizzata devono continuare a passare i mezzi pubblici: l’obiettivo è limitare il traffico privato e potenziare quello pubblico, non tagliare fuori dal salotto buono tutti quelli che a piedi non ci possono venire!
Più che di interventi estemporanei ci sarebbe bisogno di riprogettare seriamente l'intero traffico cittadino avendo un'idea diversa si sviluppo urbano, per garantire che le decisioni presentino un bilancio positivo  fra costi e benefici, non soltanto economici, e per mitigare eventuali effetti negativi. Nella nostra città invece sembra che questa parte sia facoltativa: i tempi della pubblicità non sono compatibili con quelli della vita delle persone reali.
 
Un modello decisionale che non prevede partecipazione
Dall’inizio degli anni ’90 i sindaci, eletti direttamente dalla cittadinanza, hanno concentrato, a scapito dei consigli comunali, nelle loro mani un potere maggiore che in passato. La giunta, chiamata anche la “squadra del sindaco”, non riceve la propria legittimità dal consiglio, ma dal sindaco stesso, che può sostituire qualunque assessore semplicemente dichiarando che è venuto meno il rapporto di fiducia sul quale  si fonda la delega.
Ma non c'è solo il sindaco, la giunta ,il consiglio comunale e tutta la struttura tecnica dell’Ente locale (che andrebbe sempre coinvolta prima di fare grandi annunci). C’è la cittadinanza, che con il voto non ha firmato una delega in bianco, che non vuole limitarsi ad applaudire per 5 anni “un uomo solo al comando”.
Niente di tutto questo: il modello Matteo Renzi, il sindaco che tutta la destra ci invidia, non prevede momenti di partecipazione se non quelli inutili, quelli in cui la cittadinanza non decide nulla (I centi luoghi ed esempio?).
L’importante è coniare uno slogan efficace: quale sarà questa volta?
 
Uno stile di governo: Renzi e le pedonalizzazioni 
In centro a passo duomo
Questo lo slogan che a suo tempo ha lanciato la pedonalizzazione. E adesso?
“Tutti a piedi a Pitti” o “Piedi buoni in via Tornabuoni”?
Quello che è rimasto uguale è lo stile con cui si prendono in questa città decisioni di grande importanza: il sindaco fa un annuncio urbi et orbi che guadagna le prime pagine e fa credere che il grande piano sia pronto. Nel nostro caso si tratta del blocco del traffico sia pubblico che privato. Rimangono solo i pedoni. Una parte dei quali saranno costretti a usare l'auto privata per arrivare nelle vicinanze della zona pedonale perché i mezzi pubblici che ci passavano prima hanno preso altri itinerari.
Il sindaco decide, informa la cittadinanza a mezzo stampa (e social network) e lascia ai tecnici giusto il tempo di spostare qualche linea di bus e di eliminarne qualche altra. Nessun piano complessivo: ci mancherebbe! La “politica del fare” ha bisogno di singoli atti, facili da comunicare. Se poi sono difficili da realizzare, sarà colpa degli uffici tecnici, o addirittura degli autisti dell’Ataf (che, per inciso, sarà presto venduta al miglior offerente privato).
 
Ass. Sinistra Unita e Plurale di Firenze- Rete@Sinistra