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VENERDì 8 MAGGIO 17.15 alle PORTE NUOVE 33 costituzione del "Comitato fiorentino per il NON VOTO al Referendum Gazzetta".

Firenze, circolo arci in via PORTE NUOVE 33

Ai soggetti politici e sociali attivi a Firenze:
partiti, liste elettorali, associazioni, movimenti, comitati, organizzazioni sindacali

  

Sul voto del Referendum Guzzetta-Segni si è in questi giorni ampiamente  esercitata la demagogia politico-mediatica  strumentalmente legata ai risparmi pro terremotati. Berlusconi ha dovuto cedere alla Lega rinunciando all'accorpamento con il primo turno delle amministrative e delle europee, e questo certo diminuisce la probabilità di raggiungimento del quorum che avrebbe comportato una prevedibile vittoria del Sì, ma l’associazione con i ballottaggi il 21 giugno non ne elimina del tutto il rischio. A favore dei quesiti referendari sono infatti schierate le due maggiori forze politiche di governo e di opposizione – PDL e PD – e tutti i principali mezzi d’informazione; all’opposizione troviamo, in Parlamento, soltanto la Lega e l’UDC, mentre la frammentata sinistra è ormai extraparlamentare. Quindi ci proveranno, a far passare questo pericolosissimo ulteriore strumento di degrado della democrazia parlamentare cosi come e' prevista e concepita in Costituzione, di fatto "violentando" l'impalcatura stessa e lo spirito della Carta costituzionale. 

Il referendum mira infatti ad introdurre un premio di maggioranza alla "lista" (e non più alla coalizione) che risulti vittoriosa, quindi in Parlamento avrebbe la maggioranza assoluta un partito che nel Paese ha la maggioranza relativa, anche molto bassa. Tale premio avrebbe caratteristiche ben peggiori di quello che venne tentato nel 1953 dalla "legge truffa": allora De Gasperi avrebbe ottenuto sì il 65% dei seggi, ma solo se avesse superato il 50% dei voti; il referendum di Guzzetta e compagni è invece simile alla legge Acerbo-Mussolini del 1923 che attribuiva il 66% dei seggi a chi avesse avuto la maggioranza relativa dei voti; la soglia minima era solo il 25%, nella "Guzzetta", addirittura, non è prevista affatto.

Si vuole cioè trasformare il bipolarismo in bipartitismo, altrettanto coatto. L'intento evidente è quello dell'omologazione dei due schieramenti che competono, con la riduzione delle forze minori a satelliti ininfluenti delle due maggiori. Combinando inoltre «voto utile» e «soglie», si ottiene la liquidazione definitiva, per via istituzionale, di ogni percepibile futura rappresentanza parlamentare per le forze dell'alternativa di sinistra, e più in generale di ogni forma di pluralismo, mortificando così il diritto di tutti i cittadini di scegliere  liberamente il partito per partecipare alla determinazione della politica nazionale (art. 49).   È vera emergenza democratica.

La modifica così ottenuta farebbe rientrare dalla finestra quel principio estraneo alla nostra Costituzione che è stato respinto dalla porta del referendum costituzionale nel giugno 2006: cioè  la determinazione del governo da parte degli elettori, mentre la Carta delinea un sistema in cui al Parlamento vanno le funzioni di rappresentante del popolo e di formazione della maggioranza che, nel dialogo col Presidente della Repubblica, individua il Presidente del Consiglio, dà la fiducia al Governo e lo sostiene.

Tutti gli altri aspetti deprecabili della legge Calderoli resterebbero in vigore:

- le liste bloccate di candidati scelti dalle segreterie dei partiti senza alcuna partecipazione popolare;

- il premio per il Senato attribuito per regione, quindi legato alle vicende delle varie regioni e possibili maggioranze al Senato addirittura diverse da quelle della Camera;

- l'ampiezza delle circoscrizioni, con lunghe liste di candidati del tutto estranei al territorio.

L’unico effetto positivo starebbe nell’impedire le candidature multiple dei "vip", il quesito va su scheda a parte, ma è talmente negativo l’effetto sulla rappresentatività democratica di tutto il resto che questo ci appare ben magro compenso, un misero specchietto per le allodole.

Questo Referendum non deve passare, e tutte le forze sociali e politiche che tengono alla vitalità della democrazia, che sono impegnate nella difesa e nell’attuazione dei principi costituzionali dell’uguaglianza del voto (art. 48 Cost.) e del diritto di tutti i cittadini ad associarsi liberamente in partiti politici per concorrere a determinare la politica nazionale (art. 49 Cost.), pensiamo che debbano organizzarsi e mobilitarsi per farlo fallire, affiancando ed includendo questo impegno nella propria campagna elettorale. Nel nostro territorio e nella nostra regione,  dove sono probabili diversi ballottaggi il 21 giugno, a cominciare da Firenze, questo compito deve e può essere svolto efficacemente, nelle forme e sui contenuti che insieme vi proponiamo di individuare.

Vi invitiamo perciò a partecipare a una prima riunione per la formazione del Comitato fiorentino per il NON VOTO al Referendum Gazzetta, proponendovi d’incontrarci  VENERDì 8 MAGGIO  alle ore 17,15 in VIA DELLE PORTE NUOVE 33. 

L’Associazione per la Sinistra Unita e Plurale di Firenze