12/08/2008 comunicato stampa su applicazione Regolamenti di polizia urbana
Firenze non può essere la città delle multe e della repressione.
Il bollettino del primo giorno di applicazione del nuovo Regolamento di polizia urbana a Firenze fa il paio con il resoconto del primo giorno in cui i militari sono stati impegnati in servizio di ordine pubblico in diverse città italiane e conferma l’ipotesi che il Comune Firenze non abbia chiesto di poter avere i soldati nelle strade, perché ritiene più che sufficiente il proprio apparato di controllo e repressione. Dopo i granatieri di Sardegna che bloccano uno scippatore (usando certamente al meglio la grande professionalità acquisita nelle missioni di “pace”) adesso abbiamo i Vigili che sequestrano un carrello di giornali da vendere, chissà poi perché, visto che non risulta trattarsi di copie del Male (per chi è più giovane: nota testata satirica degli anni ’70 specializzata nel riprodurre prime pagine dei più importanti quotidiani, con notizie verosimili, ma false).
Come impiego oculato delle pubbliche risorse, come ottimizzazione dell’efficienza non c’è male!
Ma la cosa più importante è un'altra. La legge non ammette ignoranza – si afferma – ma il legislatore (o chi emana regolamenti e ordinanze) dovrebbe puntare all’efficacia dell’iniziativa politica piuttosto che a far cassa con le multe. L’obiettivo del Comune è che certi comportamenti cessino, non che vengano multati: perché questo accada l’informazione tempestiva è un passaggio necessario.
In questo senso smorzeremmo anche l’entusiasmo per la benevola accoglienza che nei pubblici esercizi è stata riservata a chi voleva usare i loro servizi igienici: in questo caso infatti, l’informazione ai gestori c’è stata, da parte delle associazioni di categoria che contestarono quella norma, ma certamente non c’è stata l’informazione ai clienti, indigeni e stranieri. Quanti saranno stati ieri, oltre ai Vigili dell’annonaria, coloro che hanno chiesto di usare il bagno di un bar?
Ma l’ironia non cambia la realtà che abbiamo di fronte.
La raffica di multe porta con sé una domanda: ma il regolamento precedente, di epoca fascista, era forse più tollerante?
Questa prima giornata conferma le ragioni del nostro giudizio negativo: è un regolamento che ha una impostazione autoritaria e repressiva e che non solo colpisce le fasce più deboli e disagiate (le multe ai mendicanti sono un vero paradosso!), ma che, per la genericità di talune disposizioni, può consentire abusi intollerabili e per taluni aspetti finanche la violazione di diritti costituzionali (come è stata accertato il possesso di materiale contraffatto da parte dei due extracomunitari di cui parla oggi la stampa? attraverso una perquisizione?).
i coordinatori Anna Picciolini e Massimo Torelli
Associazione per una sinistra unita e plurale di Firenze