articolo di Francesca Cavarocchi su Aprile
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Una politica accessibile a tutte e a tutti
Francesca Cavarocchi, 06 luglio 2007
La rete "per una sinistra unita e plurale" si è costituita a Firenze il 7 maggio durante un'assemblea partecipatissima e ha già intrapreso un percorso che la porterà a diventare una vera e propria associazione. Il Decalogo dell'Associazione e le prossime iniziative
La rete "per una sinistra unita e plurale" si è costituita a Firenze il 7 maggio durante un'assemblea partecipatissima e ha già intrapreso un percorso che la porterà a diventare una vera e propria associazione. Di essa fanno parte singoli cittadini e cittadine, partiti, gruppi, comitati e movimenti che condividono l'obiettivo di promuovere un nuovo spazio unitario della sinistra.
E' molto diffusa la convinzione che un processo riaggregativo non debba avvenire per giustapposizione delle diverse sigle di partito, per "fusione a freddo": noi stiamo tentando di praticare concretamente dei percorsi unitari, costruendo luoghi di discussione il più possibile orizzontali e aperti, promuovendo manifestazioni cittadine, mettendo in rete contributi e iniziative di tutti i soggetti aderenti.
Ci accomuna la convinzione che occorra partire dai dilemmi e dalle secche ereditati dalla tradizione novecentesca, dal sentimento diffuso di inadeguatezza, di crisi della rappresentanza, ma anche dagli insistenti tentativi di marginalizzazione delle forze di sinistra nel sistema politico italiano. Per questo riteniamo centrale lavorare in una prospettiva unitaria - qui e ora - ma pensiamo che questo esperimento possa funzionare solo se viene avviato un grande lavoro di elaborazione collettiva, che metta al centro una innovazione radicale delle forme della politica, che torni a parlare il linguaggio delle persone, che ricomponga la frattura fra il "basso" e l'"alto", fra le domande di partecipazione e inclusione e i meccanismi spesso esoterici e autoreferenziali degli stati maggiori dei partiti, che faccia tesoro di tutte le energie, le culture e le elaborazioni prodotte dall'arcipelago della sinistra per rilanciare un progetto condiviso di trasformazione della società.
Utopismo un po' naïf, direbbe qualcuno. Noi pensiamo invece che sia necessaria in questa fase una buona dose di "ottimismo della volontà", di immaginazione, ma anche lucidità, concretezza, apertura e attitudine alla sperimentazione.
In queste settimane abbiamo prodotto un decalogo, una carta di principi condivisi che vorremmo far circolare come contributo al dibattito nazionale, documenti sui costi della buona e della cattiva politica, sui temi dell'insicurezza sociale e della città; abbiamo partecipato con una nostra analisi all'elaborazione della legge regionale sulla partecipazione. Abbiamo cercato di lavorare in modo il più possibile nuovo, sapendo che non si può sperare di aprirsi ai tanti cittadini che ci osservano se non si prova a intercettare nuovi desideri e proporre nuove modalità del fare politica. Con tempi, spazi e relazioni più umane, senza gerarchie e chiusure, provando a superare pregiudizi, diffidenze e personalismi.
A settembre organizzeremo a Firenze una tre giorni in cui si alterneranno workshop, dibattiti, momenti aggregativi; una festa della "sinistra unita e plurale" in cui metteremo al centro la politica, le sue forme, le regole e i valori condivisi che possono caratterizzare un processo di unificazione. Sarà ovviamente un luogo aperto, ma anche un'occasione per metterci in rete con coordinamenti attivi in altre regioni. Seguiamo con grande attenzione le prove di unità intraprese dai vertici nazionali dei partiti; riteniamo altrettanto importante che gli esperimenti di dialogo e di ibridazione intreccino il livello locale, partendo da iniziative disseminate e dalla riattivazione di un'ampia dimensione partecipativa.